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I VINCITORI DEL CONTEST di Informatici Senza Frontiere

Selezionate le fotografie vincitrici. Opere esposte dal 10 febbraio alla Biblioteca Civica G. Tartarotti di Rovereto.

Gennaio 2026

I VINCITORI: Contest fotografico ISF – La fotografia con un’anima

La giuria ha selezionato all’unanimità le tre opere vincitrici del contest fotografico promosso daInformatici Senza Frontieree organizzato da Superflùo: raccontare con uno scatto il cambiamento digitale in atto.

Le fotografie saranno esposte allaBiblioteca Civica G. Tartarotti di Rovereto (TN) a partire dal10 febbraio.

Congratulazione al vincitore Matteo Capone, con Abel, al premio per la tecnica fotografica,  Kevin Marcocci, al premio creatività, Roberta di Battista. Grazie a tutte/i partecipanti!

Matteo Capone –Abel

Fotografo romano, formatosi allo IED e in fotogiornalismo contemporaneo, Matteo Capone indaga il rapporto tra figura umana e territorio, tra realtà sociale e trasformazione visiva.

ConAbel propone il ritratto di un androide dalle sembianze umane, reso vibrante da un leggero mosso che confonde i confini tra naturale e artificiale. L’immagine richiama il concetto diUncanny Valley, generando una sottile inquietudine percettiva e riflettendo sull’avvicinamento sempre più profondo tra uomo e macchina.

Kevin Marcocci –Cave Canem

Kevin è uno studente di psicologia e fotografo di street photography con interesse ai paesaggi urbani e alla loro dimensione etica.

InCave Canem la tecnologia entra in scena in modo inquietante e allusivo: un cane robotico, fuori fuoco e quasi nascosto, convive in uno spazio freddo e asettico con figure umane isolate. L’immagine suggerisce un rapporto silenzioso e perturbante tra uomo, controllo e artificiale, lasciando emergere il tema più per evocazione che per racconto diretto.

Roberta Di Battista –Uno, nessuno e centomila

Fotografa abruzzese impegnata nel mondo culturale e sociale, Roberta Di Battista racconta attraverso le immagini il proprio territorio, le sue criticità e i temi della sua generazione.

La sua opera è un autoritratto frammentato proiettato sugli schermi di due smartphone, circondati da dispositivi tecnologici di epoche diverse. L’immagine riflette sulla costruzione dell’identità nell’era digitale, sulla memoria elettronica e sulla moltiplicazione dell’io attraverso i media, offrendo una visione lucida e contemporanea del rapporto tra tecnologia e soggettività.

Un grazie speciale alla nostra giuria composta daAlessandro Cristofoletti,Laura Sara Davì,Dino Maurizio eMauro Zanchi.